Il termometro della salute del nostro Paese |
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I dati Irpef 2010 ci danno un quadro della situazione italiana. La divisione Nord - Sud, seppur attenuata, è ancora molta alta, con differenze abissali nelle dichiarazioni dei redditi. I dati parlano chiaro circa la metà degli italiani contribuenti ha dichiarato un reddito inferiore ai 15 mila euro. La Lombardia è la regione più ricca con una media di 22.430 euro a persona. In prima fila si trovano Lazio (21.440), Liguria (20.380) Valle d’Aosta ( 20.680), chiudono la classifica la Basilicata (14.580) e la Calabria (13.860). In linea di massima il Sud cresce rispetto all’anno passato mentre il Nord evidenzia una diminuzione del reddito medio. Se quindi può sembrare positivo il fatto che la distanza dei redditi tra Nord e Sud si sia accorciata in realtà siamo davanti ad una crisi economica che sta colpendo tutto il nostro Paese. L’Irpef è un’imposta sul reddito delle persone fisiche, si tratta quindi di una tassa legata alle diverse tipologie di reddito, quali lavoro dipendente, lavoro autonomo, reddito di capitale, reddito d’impresa e redditi fondiari. Essendo una tassa progressiva cresce proporzionalmente all’aumentare del reddito. Il fatto che al Sud i redditi siano più bassi e siano aumentate le persone esenti, che non raggiungono quindi la soglia minima di reddito per pagarla, è un dato che ci deve far riflettere. Il Mezzogiorno è penalizzato dalla mancanza di lavoro giovanile e femminile. Le famiglie con un reddito basso perdono potere d’acquisto, con conseguenze negativa sull’economia generale del nostro Paese. La lotta all’evasione fiscale ha dato ottimi risultati ma molto c’è ancora da fare e il lavoro nero è una piaga che grava sulle nostra economia.
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