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Confcommercio analizza il risparmio degli italiani

Gli ultimi dati ci dicono che gli italiani non sanno più risparmiare.


Questa sembra essere la conclusione dello studio effettuato da Confcommercio che ha messo sotto la lente di ingrandimento l’evoluzione del risparmio italiano dal 1990 al 2010.

Ciò che  emerge è un quadro non certo rasserenante: se circa venti anni fa gli italiani riuscivano a metter da parte circa il 20 % di quello che guadagnavo oggi  arrivano a malapena al 10%.

Questo in cifre significa che nel tempo il risparmio è calato di ben venti miliardi di euro.

Oggi le famiglie italiane non riescono a mettere soldi da parte e questo comporta dei problemi notevoli nel momento in cui per varie case si devono far uscire dei soldi non previsti.

Le cause possono essere davvero tante:

In primo luogo il passaggio all’euro non ha certo favorito le famiglie italiane, che a fronte di un aumento del costo della vita non ha visto corrisposto un aumento proporzionale del proprio reddito.

Il prezzo degli alimentari è salito in media del 100% dagli anni ’90, senza parlare del costo del carburante che grava sulle famiglie.

In secondo luogo l’età media degli italiani si è alzata notevolmente e i giovani, soprattutto al Sud, faticano a trovare un lavoro finendo per pesare sull’economia familiare e limitare la crescita del Paese.

Se poi prendiamo in considerazione gli ultimi dati Irpef si può notare che il reddito medio degli italiani è in calo seppur con un lento avvicinamento tra Nord e Sud, con una differenza di reddito pari al 30%.

Non va meglio alle imprese che frenano gli investimenti segno di una carenza di fondi destinati alla crescita interna.

Il costo dell’energia rappresenta un fattore determinante dello sviluppo economico soprattutto per le aziende.

Ma ancora più problematica è la gestione ottimale del personale. Per ovviare alle imposte fiscali che pesano sulle nostra aziende spesso si ricorre al lavoro nero, finendo senza saperlo per aggravare la situazione economica del nostro Paese.

I soldi di chi può investire si riversano per la maggior parte nel mercato immobiliare, unica certezza di guadagno costante seppur con la flessione che  ha caratterizzato il settore negli ultimi tempi.

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